La verità di Hélène: "Seta", il romanzo che veste le donne con "Ali di Farfalla" .


Recensione 
SETA. A. BARICCO 
1996- Casa Editrice: Rizzoli.

Cinque di mattina. La sveglia non è ancora suonata. Manca ancora un po’ prima che i miei piedi tocchino il pavimento di casa sua. Un pavimento sconosciuto. Il profumo delle mattine ad Amsterdam, in fondo è diverso da quello del solito e non è così semplice baciarsi la notte da sconosciuti e guardarsi senza un po’ d’amore il giorno dopo. Chi non ha mai sognato un risveglio con un abbraccio caloroso? Ma lui dorme. Con le lenzuola poggiate sul ventre. Non ho voglia di svegliarlo. Perché bello da morire, quando il buio fa da sfondo ai suoi occhi color oceano mare . Quando il suo respiro va a ritmo dei suoi sogni e non della sua vita. E le mie lacrime scivolano sul cuscino senza un motivo valido. Sai che non è lì. Sai che è lontano. Ma gli stringi la mano senza un buon motivo. Chissà cosa sta sognando? Penso alla sera prima. Il mio vestito di seta blu, la notte in una città poco conosciuta, le labbra martoriate di baci tra il proibito e il nostalgico, un po’ di vino e qualche bollicina di Champagne ad accompagnare le note degli artisti di strada, i portici e le strade semideserte. Abbiamo ballato un lento abbracciati mentre una chitarra suonava alla luna “Yesterday”. Una triste, limitata, sporca felicità che piace. Come quella che descrive ciò di cui voglio parlarvi. Quando ho notato il libricino sul comodino, mentre qualche goccia di rugiada mi bagnava le iridi color mare, ho pensato ad Hélène. Il personaggio più affine a me, nel romanzo che avevo appena terminato di leggere. Ricordo l’ odore del tabacco nell’ aria e le sue gambe nude tra le lenzuola, spente di un letto che sapeva di sesso dolce e spinto, mentre leggevo le ultime frasi del libro. Un venticello soffiava tra la tende della nostra finestra lasciando spazio al sapore della libertà di quella strade. Le strade già…. 
Le strade che non cambiano ma ti fanno cambiare. Ed indubbiamente rendono consapevoli. Hervé Joncour, il protagonista è un negoziante francese di bacchi da seta che a causa di un’epidemia che ha colpito i bachi da seta di tutti i paesi dell’ Africa e dell’ Europa, è costretto a recarsi in Giappone per comprarne le uova. Hervé Joncour partì per il Giappone ai primi di ottobre. Varcò il confine francese fino a Metz, attraversò il Wurttemberg e la Baviera,entrò in Austria, raggiunse in treno Vienna e Budapest per poi proseguire fino a Kiev.Percorse a cavallo duemila chilometri di steppa russa, superò gli Urali, entrò in Siberia, viaggiò per quaranta giorni fino a raggiungere il lago Bajkal, che la gente del luogo chiamava: l’ultimo. Ridiscese il corso del fiume Amur, costeggiando il confine cinese fino all’Oceano, e quando arrivò all’Oceano si fermò nel porto di Sabirk per dieci giorni, finchè una nave di contrabbandieri olandesi non lo portò a capo Teraya, sulla costa ovest del Giappone. La comparazione viene spontanea. La vedi. E lì, perfetta in quello che ho definito “Il romanzo più romantico e autentico di tutti i tempi.” Riconosci il Tema principale della storia riconducendole alle due più importanti opere greche di Omero. Come nell’Iliade e nell’Odissea anche Baricco, decide di parlare di viaggi, amori proibiti, guerre e distanze. La cosa che stupisce del viaggio è il racconto sempre uguale, ma sempre differente per le sensazioni che dà. E' proprio in questi viaggi che Joncour incontra colei destabilizza la sua strada e rende il lettore attento ad ogni mossa del protagonista. In questo paese viene ospitato da un’ enigmatico e carismatico signore chiamato Hara Key. Quest’ ultimo è sempre in compagnia di una di una giovane ragazza. " I suoi occhi non avevano un taglio orientale, il suo volto era il volto di una ragazzina." Tra il Joncour e la ragazza nasce un amore platonico fatto di un morboso gioco sguardi, attrazione mentale e fisica. Un gioco pericoloso e allo stesso tempo eccitante e profondo. Un' intesa che danza nel cuore non solo di chi la vive tra le pagine ma di chi la assapora da fuori. Questo si rivelerà il punto cruciale del romanzo e la disfatta dell' amore che la moglie dell' uomo sempre in attesa che torni prova per lui. Per la gheisha "dal volto di una ragazzina" Hervé compie un viaggio tra guerre civili, morti e notti insonni. La motivazione lavorativa nella seconda parte del romanza passa in secondo piano, mettendo in risalto la criptica relazione tra i due amanti. Nonostante i continui viaggi del marito però Hélène la moglie dell'uomo che -sempre appare nel racconto come una passiva e inconsapevole figura di sfondo- continua ad amarlo imperterrita, anche quando sembra che l' uomo non provi più interesse per lei. Nell' ultimo viaggio di Hervé Jouncour trova un paese distrutto dalla guerra civile. Dopo molte peripezie riesce a trovare la carovana di Hara Kei, che è riuscita a sfuggire alla distruzione. Qui Hervé non solo non riesce a rivedere la bella ragazza "dal viso da ragazzina" ma viene sollecitato da Hara Kei a non far più ritorno in quel luogo. L' amore tra i due passa però attraverso un biglietto e una lettera che, sembra essere stata scritta proprio dalla giovane gheisha. In quella lettera la giovane confessa l' amore che prova per l' uomo con enfasi e sensualità. Raccontando in maniera quasi dettagliata i passaggi di una notte d' amore e sesso senza precedenti. Scoprendo nell' animo del lettore tutto l' amore che la gheisha non ha mai potuto esprimere a parole, ma solo attraverso quegli occhi da ragazzina. Tale dichiarazione termina però con un genuino addio, ricco di "per sempre" incompresi. L' amore tra i due c' è stato ma è finito quella notte insieme alle vite delle persone brutalmente uccise nella guerra. Hervé lasciandosi alle spalle il Giappone continua a vivere una vita serena con la moglie. Quando però Hélène si ammala e muore, l' uomo intuisce un' amara verità: la lettera d'amore era stata scritta con amore concitato dalla stessa Hélène. La donna, personaggio oscurato dalle vicende tremende e passionali dell' opera si riscopre un persoggio vitale e di grande carisma. Senza frena inibitori e con l' amore vero e sofferto nei confronti dell' uomo che amava. Lo stesso titolo "Seta" richiama la pregiatezza ma allo stesso tempo la semplicità delle parole del racconto rendendolo, lineare e semplice. I luoghi sono descritti nell' evadere puro delle sensazioni dei personaggi. Tra vuoti e silenzi che rendono il Giappone, ancor più magico di come lo si possa descrivere. La tranquillità del dramma, l' amore tacito e sofferto, il non voler strafare, danno un' impronta fiabesca ad ogni parola e fanno di questo romanzo qualcosa di unico. Farfalle. L'amore che riveste la donna d' ali di farfalla. Quello che dura poco ma sà d' incanto Come la lettera di Hélène all' uomo che ama:  


"Non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi, e accarézzati, ti prego, non aprire gli occhi se puoi, e accarézzati, sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarézzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano, è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere, a me piace guardarla e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi aver paura son vicina a te, mi senti? sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti? è la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle, avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore della mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso, forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco, lentamente, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l'altra, sul tuo sesso, finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra tu sarai mio, davvero, con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce, il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva, le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio, non c'è fine, non finirà, lo vedi? nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all'indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c'è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest'istante sarà, da adesso in poi; sarà, fino alla fine, - Noi non ci vedremo più, signore. - Quel che era per noi, l'abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l'abbiamo fatto per sempre. Serbate la vostra vita al riparo da me. E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna che ora vi dice, senza rimpianto, addìo"  


Gliel' ho letta. Sapete? A bassa voce, tra le lenzuola bianche del letto. Ed infine abbiamo descritto il bianco delle pagine conclusive, come meglio potevamo. 

AlessiaVi.


Commenti

Post più popolari