Si può stare sulla stessa barca pensando di andare ognuno per la propria strada?



Sinceramente? No.

RECENSIONE: KARMACITY


Autore: Massimo Bisotti
Casa Editrice: HarperCollins (Italia)
Prezzo: 15,00
Pagine: 422
Codice ISBN: 9788869055072
“Chissà se la bambina che eri andrebbe d’accordo con il bimbo che ero io. Se potessimo farli conoscere adesso, non sarebbero molto contenti di noi. Abbiamo tutto apparentemente in ordine, ma niente al proprio posto. Perchè tu non sei con me né io con te e invece loro due vorrebbero giocare insieme”
TRAMA:
Cosa fareste se vi venisse offerta la possibilità di ricominciare, cambiare vita e partire da zero? Amanda, Sarah, MaryJane, Yuki, Sasha Robin, Zac e Sasha hanno tra i venticinque e i quarantanni e ognuno di loro, ha una storia particolare alle spalle. Zac ha una discoteca di successo e gli è appena stata diagnosticata una brutta malattia. Amanda è un’ifluencer famosissima sui social, ma sente di non aver costruito nessun rapporto profondo ma di essere circondata da un mondo superficiale e solo di facciata. Sasha è un tatuatore ed un gostwriter con una passione per i grafitti e la scrittura. Di notte disegna sui e scrive sui muri della sua città. MaryJane è una mancata scrittrice che ha perso l’ispirazione e non riesce a trovare l’amore.
Tutti e otto i protagonisti di questo libro sono accomunati da una cosa: sono insoddisfatti della loro vita. Per questo accettano la proposta, che viene da uno psicologo conosciuto online, di abbandonare la loro esistenza quotidiana e trasferirsi su un’isola bellissima e appartata che possa offrire loro la possibilità di ricominciare.Qui, assieme ad altri giovani, potranno vivere un nuovo inizio in un luogo capace di riportare l’anima in contatto con la sua parte più vera, quella che nel mondo reale hanno, paradossalmente, perso. Passano i mesi, si creano legami, amori, amicizie. Ma qualche tensione comincia a scuotere il gruppo. È possibile che non sia tutto perfetto come sembra? Forse il sogno di un luogo ideale è soltanto un’illusione.
Massimo Bisotti torna, dopo un anno con un nuovo libro, in grado di raccontare, attraverso una visione introspettiva ed evocativa, i vuoti e i “pieni” di ogni personaggio. Che si racconta, sfuggendo ad un mondo reale, troppo impegnato ad osservare, giudicare, e rendere omaggio solo ad un apparenza superficiale, dando voce all’animo più vero di ogni personaggio.

                                L’AUTORE ALLA LIBROLETTO:
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Nasce e vive a Roma, ha studiato lettere ma è anche un grande appassionato di psicologia (e si vede, e si legge!). Il suo romanzo d’esordio è “La luna Blu”. Tra i suoi libri più conosciuti: “Un anno e un giorno”. Le sue frasi, circolano su facebook e istagram e a volte si trovano anche sui muri delle città più importanti, semplicemente per ricordarci, che l’amore, bisogna scriverlo!


 RECENSIONE

 “E spesso il vostro sogno sarà stanco a furia di camminare con i piedi per terra”
Scrivere una recensione di questo libro non è affatto semplice. C’ho messo i tre mesi dell’estate per capirlo, apprezzarlo, sceglierlo e inserirlo nelle mie letture preferite. Non è solo un libro che consiglierei a tutti i lettori, ma è un libro che vorrei regalare, a qualcuno, d’importante, che abbia voglia di conoscersi (e conoscermi) nel profondo. Essendo molto attaccata ai sogni, così come alla realtà parallela che mi sono costruita nel mio dentro per sfuggire al mondo che mi circonda (e che molto spesso non mi piace), mi sono ritrovata a pezzettini in ciascun personaggio descritto da Bisotti.  Rivedermi in ognuno di essi; guardarmi scritta su carta mi fa sempre un certo effetto. Perché nella realtà, le persone, faticano a vedersi nei panni, nelle vite e nei sogni altrui. L’unica cosa che riesce bene a troppa gente è giudicare. Senza conoscere minimamente ciò che c’ è davvero dietro la maschera, che indossiamo quando ci rapportiamo con gli altri. Essere dentro un libro, non solo con gli occhi, ma soprattutto con il cuore, comporta, anche questo: vivere la realtà di tutti quei pezzettini che sparsi in quelle pagine, e riuscire a (ri) costruirci ancora una volta. E queste infinite parti di noi, sono–anch’esse- una parte fondamentale della nostra realtà, che spesso ci dimentichiamo. Sono quei minuscoli secondi, dove, ci concediamo ancora di volare, e di stringerci forte alla persona che siamo. Quella più vera, quella che si riconosce, solo quando il mondo, spegne la luce.

“Dovremo averla, per diritto, alla nascita, una mano che ci abitui alla leggerezza, e che c’insegni a difenderla”
Di persone complicate ne è pieno il mondo, e anche questo libro. Nessuna persona nasce con un bagaglio alle spalle “facile” per svariati motivi. Nessuna persona può dirsi o sentirsi incolume dai dolori della vita. Nessuno. Sia che tu sia ricco, povero, solo, impegnato, spento, a tratti malinconico, o felice da far schifo. Nessuno. Sono abituata a pensare che le persone, quasi sempre, mostrino soprattutto in questo ultimo periodo, solo ed esclusivamente, quello che vogliono mostrare. E spesso s’imbottiscono di personalità difficili e complicate, non solo perché la vita glielo richiede, ma perché avere una “personalità” che ti preservi dei drammi, dalle tragedie, da tutto ciò che può turbare un esistenza, ti dà la possibilità di proteggerti per bene. Ti dicono che devi essere forte, ti dicono che devi essere pronto, ti spiegano che la vita va presa a cazzotti. Mai nessuno che invece, ci insegni quanto può essere devastante la potenza di una carezza? Quanto il mondo, ha bisogno di persone che non siano facili, ma leggere. Che abbiano paura, e lo dimostrino. Che abbiano voglia di ridere e lo facciano. Che abbiano il diritto di piangere senza doversene vergognare.

“Non ti aggrappare a me, perché sono fatta della stessa polvere che è sulle ali delle farfalle. Sembra magica, ma se mi tocchi, io scompaio e tu cadi”
In questo libro, quello che mi ha più stupito è quanto ogni personaggio, nonostante KarmaCity fosse solo un’invenzione per ritrovare se stessi, si sia ricercato, sempre e comunque attraverso il confronto con l’altro. Chi con un suo passato, chi con le storie che s’intrecciano e prendono pieghe differenti. Chi attraverso degli occhi che molto tempo prima sembrava disprezzare. di Quanto la realtà e la società rivestano sempre e comunque un ruolo fondamentale nella nostra vita, anche quando vorremo solamente che “tutto il mondo restasse fuori”, ma il mondo fuori non ci sta mai. Eppure, nonostante questa premessa, Amanda, MaryJane, Yuki, Sasha e gli altri comprendono quanta forza hanno intrinseca in ognuno di loro, per far scorrere la realtà, anche fuori da KarmaCity a modo loro. O almeno, ci provano.

“In un mondo di processi alle intenzioni, tu hai il diritto di rimanere in silenzio e ogni cosa che dirai potrà essere utilizzata per abbracciarti forte”
Uno dei temi più affrontati in questo libro, sono le conseguenze delle nostre azioni, mai fini a se stesse. Quello che più mi è piaciuto è il fatto che Bisotti, proprio come me, non mostri mai del tutto, quello che pensa, ne resta fuori, e fa si che il lettore si faccia un’idea sua di questo o quella determinata situazioni. Anche gli “antagonisti” dei personaggi, nel libro, non vengono quasi mai etichettati come “brutte persone” nonostante l’inganno, bensì, viene rivelata quella parte di loro, che potrebbe far riflettere il lettore, sul perché hanno agito come hanno agito. Senza giustificazioni. Ma con lo spirito “del comprendere.” Uno spirito, che per quanto mi riguarda, sembra essere del tutto sparito, oggi ma anche allora. Si tende spesso (e come a volte è giusto che sia) a sentirsi superiori agli altri per ragioni che a noi stessi possono sembrare anche importanti, ma che viste su un altro piano possono risultare banali. Insomma, un consiglio spassionato che cerco di dare anche a me stessa, è proprio la citazione sopra riportata. Rileggetela anche voi. Magari vi fa bene!

“Il primo compleanno che non ricevi più gli auguri di tua nonna, cresci senza compiere gli anni”
Credo che questa frase, rappresenti questo mio anno, in modo molto esplicito. Essere soli a volte può e deve essere anche un privilegio, però ci sono delle mancanze, le quali generano un vuoto, un vuoto, immenso che nonostante tutto ti ricorda che ci sei, che sei viva. E che la vita va a sogni, scale, e discese. E che nessun attimo o istante dovrebbe essere “scontato.”

“La realtà ha così tante sfumature da cambiare colore in base al modo in cui le si guarda”
Credo sia una delle frasi cardine di questo libro, che ci insegna ad andare oltre ad una realtà oggettiva e schematica, lasciando spazio, non solo a quella parte di noi, più intima, ma dando la possibilità agli altri di poterne fare parte. E’ un libro che sostanzialmente insegna come essere gentili, anche quando il dolore ti spezza e le persone ti fanno male. Una ragione, anche la più assurda forse la devono avere. Anche se a noi sembra sbagliata, e lo sarà per sempre, dal loro punto di vista, forse no.

“Forse devi prima rischiare di perdere tutto per accettare il rischio di essere felice”
A libera interpretazione, e voi c’avete mai pensato?

Questo libro da due diverse alternative: ti consente di guardare la realtà con occhio critico, sognante ed estremamente riflessivo, e ci porta ad una scoperta interiore, un giro nel proprio animo a trecentosessanta gradi. E’ un libro che merita di essere letto con attenzione, non solo per il fatto che ci si perde spesso in dialoghi che mi ricordano tanto la ricerca della consapevolezza di Joy e Dawson in Dawson,s Creek nella loro cameretta a cercare un senso ad ogni cosa. Un libro che consiglio ai giovani, ma anche ai grandi. A quelle persone che pensano di essere migliori, ma sono esattamente sul mio stesso piano. Ho trovato di una dolcezza assurda impersonare il Karma, con uno psicocriceto interattivo. Ci tenevo a scriverlo. Ne vorrei avere uno anche io.

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